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Principali infortuni nella pallavolo

Nella pallavolo gli infortuni più comuni sono distorsioni e fratture alla caviglia, stiramenti del polpaccio e slogature e/o fratture del polso/mano/dita a causa dell'impatto del pallavolista con la palla da volley.

Infortuni alla caviglia: sono i più comuni infortuni nella pallavolo ed incidono tra il 17 ed il 61%, nei giovani sono tra il 9 ed il 27% (tra 0 e 15 anni).

Infortunio al ginocchio: secondo uno studio il 64,7% delle sofferenze alle ginocchia è costituito da infiammazioni e sovraccarico ed il restante 23,5% da rottura dei legamenti.

Gerberich nel 1987 riporta le seguenti percentuali:

-32,9% problemi patello femorali

-30% legamenti

-21,4% menischi

• Spalla: gli infortuni alla spalla sono piuttosto diffusi nella pallavolo in percentuali comprese tra il 2 ed il 23,6%. Schiacciare e battere sono identificati come le manovre più associate ai problemi di sovraccarico della spalla nel volley. Si è stimato che atleti pallavolisti di alto livello che si allenano per 16-20 ore settimanali eseguano circa 40,000 attacchi in un anno. Nei giocatori di beach volley si è notata una esposizione ai problemi alla spalla intorno al 43% contro il 16% dell’indoor, ciò è spiegabile con il fatto che essendoci solo due giocatori nel beach volley il numero dei palloni toccati sia più elevato rispetto alla pallavolo indoor.

Le problematiche da sovraccarico alla spalla sono classificabili in 3 categorie:

  • tendiniti da sovraccarico in tensione
  • sindrome da impingment (tendinite da compressione)
  • impigment da sovraccarico o secondaria a instabilità della spalla.

In generale,comunque è accettato che queste patologie possano coesistere e spesso essere correlate.

Tendinite da forze tensive (sovraspinoso) cause:

  • carico eccentrico sul tendine
  • fatica e debolezza
  • infiammazione, scarsa vascolarizzazione, cambiamenti fibrotici del tendine
  • perdita del controllo della testa dell’omero durante il movimento di abduzione
  • impigment secondario a instabilità
  • borsite sottodeltoidea
  • fibrosi con progressione alla rottura
  • erosione della testa omerale e esostosi dell’acromion

Infortuni alle mani e dita: sono molto comuni nella pallavolo ed hanno un incidenza tra l’8 ed il 44%, rappresentano il secondo infortunio a rischio dopo la caviglia. Sono considerate poco importanti nella maggioranza dei casi poiché i pallavolisti tendono a proteggerle con taping o termo materiali, senza dover fermarsi dall’attività agonistica. Per il 27,7% sono fratture, per il 36,1% lesioni ai legamenti e, nel restante 21,2% dei casi, lussazioni o distorsioni. Il principale meccanismo di lesione è dovuto ad un colpo del pallone (42,8%) mentre il 14,3% ad un contatto con un altro giocatore. Ad alto livello le percentuali dei problemi alle dita sono comprese tra il 7 ed il 22% del totale.

Infortuni schiena: i problemi di schiena analizzati su una squadra di pallavolo serie A1 incidono per circa il 25% del totale (collo, dorso e zona lombare). Il 75% riguarda blocchi dovuti a faccette articolari, il 15% schiacciamenti e compressioni ed il 10% a problemi discali, il 90% insorgono in forma acuta. Per le ernie al disco occorre fare attenzione principalmente al mese di Novembre, in quanto statisticamente il più infortunato. Quando un atleta avverte problemi alla colonna vertebrale quasi sempre deve interrompere l’attività. Per rinforzare la struttura occorre potenziare la muscolatura profonda e superficiale del dorso, è altresì utile allenare i muscoli addominali, eseguire un buon riscaldamento e fare molta attenzione a quando si è particolarmente stanchi. Se la schiena non è perfettamente a posto assicuratevi che il problema non sia a livello articolare: nel caso lo fosse sospendete gli allenamenti per il tempo necessario alla guarigione.

 

Alimentazione del pallavolista

La pallavolo è uno sport ad attività prolungate e intermittenti, ad alta intensità di lavoro, in cui è importante avere a disposizione una buona scorta di glicogeno epatico, che si trasforma in glucosio e quindi in energia, durante l’attività.

Per questo l’alimentazione abituale deve prevedere una quota adeguata di carboidrati complessi.

I pasti dei 3-4 giorni precedenti alla partita devono essere particolarmente ricchi in carboidrati complessi, con una moderata riduzione del carico di allenamento; il pasto precedente al match di volley deve avere caratteristiche tali da far sì che l’organismo non sia più impegnato nei processi digestivi quando inizia l’attività sportiva. Anche il pasto post partita dovrà garantire un rapido recupero a livello di idratazione e di scorte energetiche.